trasparenze

Il primo festival di cui parlerò è un’esperienza autoctona, che già da alcuni anni nel corso del mese di maggio ravviva le strade e le piazze della città. Mi riferisco al Festival Trasparenze, organizzato dal Teatro dei Venti. Sebbene si sia già concluso da un po’ di tempo – quest’anno il festival ha infatti avuto luogo tra il 10 e il 13 maggio – ho voluto parlarne in quanto ritengo che sia una realtà salda e importante per la città.

Nato nel 2012 e giunto alla sua sesta edizione, il Festival Trasparenze è ormai considerato una delle punte di diamante del teatro modenese. La cifra stilistica di questo festival è il teatro di strada. O, più in generale, il teatro sociale fatto in strada. Molti dei luoghi deputati agli spettacoli sono infatti all’aperto: varie piazze del centro cittadino così come luoghi più vicini alla sede del Teatro dei Venti, o strade della città sono i luoghi principali del Trasparenze.

Oltre a questi, tuttavia, vengono sfruttati dagli organizzatori anche spazi chiusi, alcuni deputati alla pratica teatrale, altri invece di diversa natura, utili ai fini del festival.

Il repertorio di spettacoli che interessa il festival è principalmente riconducibile al teatro di strada: ci si trova quindi a guardare spettacoli dinamici, che in ogni caso non soffrono di quelle limitazioni di spazio e potenzialità con cui alle volte devono fare i conti gli spettacoli organizzati al chiuso di un teatro. Spettacoli itineranti per le vie del centro e della periferia, rappresentazioni di danza, concerti e intervalli musicali, teatri itineranti sono solo alcuni esempi di ciò che si può vedere nella programmazione del Trasparenze. Ovviamente, gli spettacoli messi in scena sono stilisticamente molto diversi da quelli che potrebbero essere rappresentati all’interno di una sala teatrale.

Gli spettacoli in programmazione, inoltre, hanno la caratteristica comune di avere una durata inferiore rispetto a quella di uno spettacolo “classico”: spettacoli della durata massima di 60 minuti – ma per la maggior parte lunghi appena 30 – si alternano in rapida successione in modo da mantenere il carattere estremamente dinamico del festival.

Ma il festival Trasparenze è anche teatro sociale.
Parte della programmazione del festival 2018 verteva infatti intorno a spettacoli che vedevano come protagonisti i detenuti delle carceri di Modena e Castelfranco.

In occasione dell’edizione 2018 gli spettacoli realizzati insieme ai detenuti sono stati “Il palazzo incantato”, a cura del Teatro dell’Argine e con i detenuti del carcere di Castelfranco, “Requiem for Pinocchio”, a cura de LeVieDelFool e con i detenuti del carcere di Modena e “Esercizi per voce e violoncello sulla Divina Commedia di Dante”, a cura di Chiara Guidi e con i detenuti di Modena.

Inoltre, durante il festival è stato messo in scena lo spettacolo “Ubu Re”, realizzato dal Teatro dei Venti con la partecipazione di detenuti delle due carceri.

Il carcere, tuttavia, non è il solo aspetto “sociale” del Trasparenze. In questa edizione il festival ha ospitato anche un laboratorio, tenuto dal Teatro delle Ariette, presso la Casa Protetta di San Giovanni Bosco. Il risultato di questo laboratorio, “PASTÊLA! La memoria del cibo”, è stato rappresentato durante il festival.

Anche “BLINK” è andato in scena nelle giornate del festival. Questo – a cura della compagnia STALKer_Daniele Albanese – è l’esito di un laboratorio realizzato coinvolgendo il Gruppo l’Albatro, composto da cittadini utenti della Salute Mentale.

Il Festival Trasparenze è ormai da anni una presenza stabile a Modena. Una presenza capace non solo di mostrare esempi di teatro di strada, ma capace di agire sulla cittadinanza attraverso laboratori che coinvolgono varie stratificazioni di popolazione che difficilmente hanno accesso all’arte, sia come fruitori che come protagonisti.